Tumore prostatico: diagnosi precoce del carcinoma

            

Il tumore prostatico e’ la neoplasia più frequente nel’uomo maschio ed è la seconda causa di morte dopo quello del polmone. Il suo incremento sale con l’età, tant’è che si stima che, dopo gli ottanta anni, il 50% dei maschi ha comunque un focolaio dì carcinoma prostatico.

 Dopo i quarant’anni chi ha una familiarità diretta deve iniziare ad eseguire il PSA, il principale marcatore del tumore prostatico. E’ essenziale che sia un medico esperto a seguirvi perché questo stesso marcatore aumenta anche in molte altre malattie prostatiche quali ipertrofia, prostatiti croniche, generando confusione in chi è meno esperto.

La corretta interpretazione da parte dell’urologo è quindi fondamentale che consiglierà di eseguire un nuovo esame quale la risonanza prostatica multiparametrica che è in grado di segnalare la zona sospetta, esame che consentirà di eseguire una biopsia mirata della possibile zona tumorale.

Più la diagnosi sarà precoce maggiore è la probabilità di guarigione o di sopravvivenza a lungo termine. Oggi nella scelta chirurgica si fa sempre più ricorso a tecniche mini invasive con il fine di risparmiare le funzioni (continenza urinaria ed erezione).

Tra le forme chirurgiche consiglierei, nelle forme di basso grado, una resezione endoscopica radicale (Tumorectomia) che potrebbe eliminare la malattia e migliorare lo svuotamento vescicale.

Potrebbe Interessarti anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *